Un classico calcolo per rilevare il peso ideale è quello che indica il BMI o IMC (indice di massa corporea): BMI = /()^2=
I risultati ottenuti possono essere interpretati secondo quanto segue:
IMC < 18: situazione di sottopeso
IMC fra 18.5 e 25: situazione di peso ottimale
IMC fra 25.1 e 30: situazione di soprappeso
IMC fra 30.1 e 40: situazione di obesità
IMC > 40: situazione di obesità grave
Per sua natura tuttavia, l’indice di massa corporea, tende ad essere, in alcune situazioni, scarsamente attendibile.
Questo si verifica soprattutto in soggetti con elevata massa muscolare (che possono risultare in sovrappeso pur non essendolo), o in soggetti con IMC prossimi allo scaglione superiore o inferiore di appartenenza.
Ad esempio, se l’indice di massa corporea è pari a 25, pur rientrando in una situazione di peso ideale, si è in realtà in una situazione di potenziale sovrappeso.
Per contro, se si ha un indice di massa corporea pari a 18.5 pur avendo, ancora una volta, un’indicazione di peso ideale, saremo in realtà vicini ad una situazione di sottopeso.
Applicato a soggetti che non rientrano nella categoria degli sportivi di medio alto livello, non solo il BMI fornisce una valutazione adeguata ma, da calcoli statistici, rileva come soggetti aventi BMI superiore a 40 siano estremamente esposti a malattie cardiocircolatorie, ipertensione, insufficienza renale e diabete. Per contro un BMI compreso fra 20 e 25(1) è la situazione ottimale che, più di altre, pone al riparo da mortalità imputabile a patologie tipiche del sovrappeso. Al contempo BMI superiore a 27.8 per i maschi, e superiore a 27.3(1) per le donne, è spesso associato alla comparsa di ipertensione, diabete e coronaropatia.
L’elemento da tenere presente è che il BMI non consente valutazioni in merito alla composizione corporea, ma offre un semplice risultato statistico sullo stato di forma.
Per misurazioni più precise, che consentano di valutare anche la composizione corporea, si può fare ricorso alla plicometria.