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Iniziato quest'estate con dichiarazioni di Hulk Hogan, negli USA è scoppiato uno scandalo, con risonanza mediatica clamorosa, ha indotto la WWE ad applicare seriamente il Wellness Program: fioccano le sospensioni per undici atleti. |
"Tutti i wrestler si dopano con gli steroidi". Questa dichiarazione, che potrebbe essere una pietra tombale sulla reputazione del wrestling, l'ha fatta Hulk Hogan al giornale inglese The Sun nel corso di un'intervista poche settimane fa.
Una parte dell'intervista è stata pubblicata in italiano anche sulla Gazzetta dello Sport ad inizio Agosto.
Le parole di Hogan sono durissime: "Ormai riconosco uno che si fa di steroidi ad un miglio di distanza. Tutti i wrestler sono al di sopra del loro peso forma, con quelle vene così grosse che fanno impressione. Io peso intorno ai 130 chili, dipende da quanta robaccia mangio, ma se avessi 25 anni e fossi pulito probabilmente potrei arrivare a 136 chili. Quando combattevo il mio peso oscillava tra i 145 e i 155 chili, perché il mio corpo era pieno d'acqua, avevo la faccia gonfia e le mie braccia erano così grosse che non riuscivo nemmeno a toccarmi le spalle e si capiva alla prima occhiata che ero sotto l'influenza di qualcosa".
Hogan lo scorso mese ha compiuto 54 anni e da circa un anno si è ritirato dalla WWE, la principale organizzazione mondiale del wrestling. Ma quando combatteva era una delle stelle più luminose del suo sport, come testimonia il record di quasi 95.000 spettatori paganti che assistettero al Superdome di Detroit ad un suo incontro nel 1987.
Il suo ritiro però potrebbe non essere definitivo, perché al The Sun ha dichiarato: "Ho un piano, studiato con altre persone, per dare vita a una nuova era per il wrestling. Sto già parlando con dei network e con della gente importante a Los Angeles e solo nelle prime 2 settimane abbiamo raccolto 40 milioni di dollari (circa 30 milioni di euro) ma ce ne servono 80-100 per iniziare. Vogliamo che i wrestler abbiano un look naturale e pulito".
In difesa della WWE si è mosso Mr. Kennedy, una delle stelle attuali del wrestling. Anche lui ha rilasciato un'intervista a The Sun in cui non ha mancato di fare commenti taglienti sul fenomeno wrestling dicendo che più che uno sport è uno spettacolo predeterminato.
Ha anche affermato però che di doping, nella WWE, non ce n'è. Lui stesso assumeva steroidi, quando si esibiva nelle leghe minori, ma quando è arrivato nella Wwe ha trovato il Wellness Program e i ferrei controlli medici. "Il lavoro alla Wwe – ha detto Kennedy – era più importane dei 5 chili in più che mi davano quelle cose".
Dunque da un lato abbiamo Hogan che non lavora più per WWE, e ne parla male. Dall'altro lato abbiamo Kennedy, che per WWE lavora ancora e ne parla bene.
Nel mezzo abbiamo però wrestlers ipermuscolosi e con vene che sembrano scoppiare fuori dalla pelle. E purtroppo tanti, troppi morti tra questi giovani sportivi.
Lo scandalo scoppiato dunque negli States riguardo alla prescrizione illecita di steroidi in vari sport si è allargato anche al wrestling, dove per la verità le prestazioni e i risultati non vengono falsati dall’assunzione di medicinali (che servono essenzialmente per questioni estetiche e analgesiche).
La WWE ha quindi deciso di applicare in modo esemplare il Wellness Program, che era stato istituito dopo la morte di Eddie Guerrero con il fine di preservare la salute dei propri atleti, ma che in realtà è stato utilizzato poco e non con i pezzi grossi. Per questo motivo sono stati sospesi 11 lottatori, di cui dieci per 30 giorni e uno per 60 giorni: la WWE si è riservata il diritto di non dichiarare i nomi dei sospesi.
Appare piuttosto evidente che la scelta della federazione sia stata soprattutto politica, dal momento che i media hanno dato grande importanza al caso e quindi si è voluto optare per una punizione esemplare diplomatica: si spera allo stesso tempo che questa stangata sia una prima applicazione seria di un programma sottoutilizzato, che nel wrestling avrebbe principalmente lo scopo di salvare la vita dei propri rappresentanti che sempre più spesso muoiono troppo giovani.


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