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Nell’ambiente sportivo ci sono determinate classi di atleti che scelgono, sempre più, di allenarsi in modo autonomo e senza particolari e utili guide sportive o mediche. Un numero sempre maggiore di atleti improvvisano infatti la loro seduta di training basandosi, ad esempio, su quanto fa l’amico, o seguendo consigli e considerazioni poco scientifiche. |
Fattori come la mancanza di basi scientifiche, unito alla grande o eccessiva motivazione e voglia di raggiungere il risultato previsto, possono indurre l’atleta ad eccedere, a sovraccaricarsi di lavoro e quindi ad andare oltre le proprie possibilità di recupero.
Quando si verifica uno squilibrio tra la fase di allenamento e quella di recupero si parla di “sindrome da sovrallenamento” o di “ Overtraining”.
Tale squilibrio induce un senso di affaticamento muscolare accompagnato da stress psicofisico. Risultanza di tale binomio è un calo delle prestazioni sportive.
L’Overtraining (OT) va anche ben differenziato dall’Overreaching che è di breve durata (2 settimane di riposo sono sufficienti per il recupero) e dal semplice senso di affaticamento che si può protrarre per 1/2 giorni.
L’Overtraining si presenta infatti come una situazione cronica, stabilizzata per il cui recupero sono necessari mesi di riposo.
Quando un atleta professionista va in sovrallenamento esso viene immediatamente aiutato, nel recupero, dal proprio staff. Ma ciò non è così automatico e semplice per gli atleti amatoriali.
Cosa occorrerebbe quindi sapere nel progettare un piano di allenamenti?
Senza entrare nel merito della medicina sportiva e nelle dissertazioni mediche, desideriamo fornirvi una serie di consigli che vi permetteranno di evitare di poter andare in sovrallenamento.
Quando alleniamo il nostro corpo lo mettiamo sotto stress. Questo composta la modificazione di parametri quali: temperatura corporea, glicemia e grado di acidità del sangue. In fase di allenamento obblighiamo quindi il nostro corpo ad adattarsi e ad innalzare le sue prestazioni. Ma ciò deve avvenire in modo adeguato e l’incremento dello sforzo deve avvenire in modo progressivo.Un buon allenamento è infatti il risultato di una giusta miscela di variabili quali il carico di lavoro, l’affaticamento e il recupero.
I tempi di lavoro e quelli di recupero devono essere calcolati precisamente onde evitare eccessivi sovraccarichi o sessioni troppo leggere incapaci di stimolare l’organismo ed i suoi cambiamenti.
Il carico di lavoro è strettamente legato alla tipologia di esercizi che vengono effettuati, dall'intensità e dalla quantità o durata di questi.
Qualora le riserve energetiche impiegate dal nostro organismo, nell’esecuzione della sessione di training si riducono, o addirittura si esauriscono, si ha come risultanza l'affaticamento.
La condizione necessaria per consentire al nostro organismo il ripristino delle riserve energetiche e la rigenerazione di complessi fattori psicofisici dovuti alla stanchezza eccessiva è la fase di Recupero. II tempo di recupero indica il tempo necessario all'organismo, nel suo complesso, per ritornare alle condizioni iniziali.
Individuiamo quindi le possibili cause dell’OT:
- un inadeguato tempo di recupero tra una seduta di allenamento e l’altra
- una dieta errata
- mancanza di sonno oppure inadeguate ore di sonno
- stress ripetuti
I sintomi e campanelli d’allarme dell’OT sono invece:
- eccessivo senso di stanchezza in seguito a sforzi
- abbassamento della frequenza cardiaca e pressione arteriosa a riposo
- insorgere di intolleranza alimentari
- possibile diminuzione della massa magra e aumento della grassa
- disturbi nel rapporto sonno/veglia
E’ quindi bene, per diagnosticare il sovrallenamento in modo semplice, effettuare la misurazione al mattino e sera della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa in stato di riposo. Dalle loro alterazioni si può evidenziare uno stato di sofferenza dell'organismo.
Potrebbe quindi essere sempre utile tenere un diario degli allenamenti con indicati diversi dati:
la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, il numero dei chilometri percorsi durante la singola seduta, alcuni commenti personali di condizione psicologica e fisica, i tempi di recupero, ecc.
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